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sabato, 19 marzo 2005
Evoluzione naturale

Una risposta all'affeCasablanca, 1942rmazione "non si vede più il buon cinema di una volta"

Che il cinema oggi si discosti da canoni e forme espressive più o meno consapevolmente perseguite nel passato è indubbio. Ma non è questo di certo un sintomo di una parabola qualitativamente discendente.
Ogni "epoca" cinematografica ha i suoi modelli, ma anche i suoi "esploratori", coloro i quali cercano nuove modalità d'espressione attraverso l'occhio meccanico. Il muto ha segnato la prima di queste "epoche", e la "perfezione" di determinate opere all'interno di un periodo in cui il sonoro era impossibile in sala non viene minimamente scalfita dalla successiva introduzione del parlato. Altro grande salto, uno dei più evidenti e riconoscibili, è stato quello dal bianco e nero al technicolor. La successiva introduzione del colore non ha per questo sminuito il valore di film concepiti, nati e vissuti in una logica bicromatica.
Si sposta la frontiera delle possibilità espressive, ma non per questo incrementa o decrementa la coerenza di ogni film con se stesso, di ogni film con il contesto in cui nasce.
Viceversa, pur partendo da un background di lavori del passato che hanno contribuito a codificare tecniche espressive e a L'alba del giorno dopo, 2004sdoganare temi e sensazioni tipicamente legati al "visto" del cinema, non si può di sicuro rimpiangere il passato come un'epoca d'oro inattaccabile. Il progresso e l'apertura a nuove modalità, ma anche un cambiamento della fruizione (che io non percepisco così nettamennte, il cinema cambia, se cambia, seguendo la società, noi dunque, sia intesi come filmaker che come fruitori, e non viceversa. E' il cinema che si adatta a noi, non siamo noi che adattiamo il cinema) modellano il cinema su diverse infrastrutture socio-culturali, ma non per questo ne smontano una coerenza prettamente interna e contestuale all'humus da cui scaturisce.
Poi è evidente che ci siano film qualitativamente superiori di altri, film tecnicamente belli ma freddi, film rozzi ma pieni di phatos, ma questo è un discorso vecchio come il cinema. Una tesi su quale sia il cinema da assurgere come modello, se quello della trasparenza, quello delle origini, quello dei grandi maestri, mi pare reggersi principalmente su una posizione ideologica. Sganciare la pellicola dell'ideologia mi pare un'ottimo modo per dare una lettura serena e, per quanto possibile, distaccata al cinema di oggi

Pubblicato da: Xanadu |alle 11:23 | link | commenti |
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